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Autore Topic: vetro e sede  (Letto 7065 volte)

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Renato Z

  • Sr. Member
  • ****
  • Post: 285
    • Antica Orologeria Zamberlan
Re:vetro e sede
« Risposta #30 il: 19 Agosto, 2015, 07:12:21 pm »

(Vecchio post recuperato "in giro". Il problema vetro per Michele è superato ma mi spiaceva perderlo del tutto e lo posto qui  ;D )

tro ci sono ovviamente anche in questo caso diverse opzioni.
Per linee generali si parte dalla più semplice, dove troviamo il vetro, di solito plexy, a diretto contatto con la cassa.
C’è una scanalatura ed il vetro vi viene alloggiato dopo essere stato “ristretto” con strumenti appositi in modo da entrare ed alloggiarvi in pressione:


una variante, che garantisce maggiore tenuta è l’alloggiamento del vetro con anello di tensione interno (rosso):

come detto garantisce maggiore tenuta ma richiede maggiore precisione ed accuratezza nell’esecuzione delle sedi dove alloggiare i vetri.

Poi abbiamo l’opzione vetro con “intercapedine”. Questa può essere costituita da collanti o sigillanti (giallo):


o, nello step successivo, da guarnizioni di vari materiali, teflon e similia (rosso).
Solitamente qui troviamo vetri minerali.


Come altra opzione abbiamo il vetro tenuto da una ghiera, che crea impermeabilità pressando il vetro, (plexy), o la guarnizione che si accoppia al vetro (minerale) contro la carrure dove alloggia.

Esempio in foto qui:


I casi più conosciuti sono quelli delle casse Rolex, sia per quanto riguarda gli sportivi professionali (Submariner, GMT..), dove in genere la ghiera di tenuta a sua volta fa da sede per le ghiere girevoli, sia per quanto riguarda le categorie con ghiere fisse (Explorer II) o i modelli non “professionali” (Datejust, Air King, Ecc.. )
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"Quelli che s'innamorano di pratica senza scienza sono come li nocchieri ch'entran in naviglio sanza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica debb'esser edificata sopra la bona teorica"(II 80) - Leonardo da Vinci - Libro di pittura
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