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Autore Topic: Ordine e banco  (Letto 1252 volte)

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Renato Z

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    • Antica Orologeria Zamberlan
Ordine e banco
« il: 18 Maggio, 2015, 03:30:56 pm »

Sempre la solita osservazione sui banchi degli orologiai, quasta volte prendendo spunto da foto scattate durante la visita a St. Imier.

Mi è capitato e mi capita di osservare banchi di colleghi, in diretta, quando mi capita di far visita a qualcuno, o sul web.

La discussione sullo stato dei banchi e sulla loro condizione è vecchia e più volte dibattuta.

TUTTI i libri, i manuali, le pubblicazioni, in TUTTE le scuole, le raccomandazioni sono sempre le stesse: banco pulito, ordine, sopra il banco solo il necessario per il lavoro che si sta facendo, illuminazione adeguata, chiarezza, riporre quanto non serve nelle loro sedi, sempre, evitare di lasciare il banco ingombro quando si termina la giornata.

Eppure...eppure, nonostante le indicazioni siano univoche, siano sempre più a disposizione di tutti, si continua a vedere di tutto e di più nel panorama orologiero.

Un piccolo elenco di quello che capita di vedere (aggiornabile ovviamente) e alcune motivazioni:

A) banco con copertura, quasi impossibile vedere attraverso i vetri, pile di scatole davanti e di fianco, lo spazio per lavorare ridotto a pochi centimetri quadrati, spesso quelli della superficie in plastica verde.

(Apertura parentesi sul piano di lavoro verde in plastica che a volte si vede su certi banchi: il verde era il colore originario, ora è diventato un poco definito marrone-grigio, la superficie è piena di solchi, buchi e strisci vari che lo fanno sembrare più un campo di addestramento per assaltatori dell'esercito che un piano di lavoro di un orologiaio. Chiusa parentesi.)

- scatole con buste di riparazioni che stazionano sopra il banco, o peggio, per terra, o sopra banchi complementari: mai presa in considerazione l'ipotesi di una cassaforte?
Che livello di sicurezza può esserci in un laboratorio in cui le buste delle riparazioni giacciono sopra un banco, o per terra?

B) banco “open space”: anche qui ci sono casi in cui non si riesce a capire bene che lavoro effettivamente venga svolto su quel banco.
Ci sono attrezzi ed utensili delle più disparate tipologie, a volte sembra di essere in un laboratorio di un elettricista, oppure, posando lo sguardo appena un po’ più in là, su quello di un fabbro, e così via.
E il tutto ovviamente non sopra il banco il tempo necessario per l’utilizzo, ma stanziale, residente, autoctono.
Anche in questo caso assieme al pezzo su cui l’orologiaio sta lavorando si notano altri orologi, in varie fasi di smontaggio, buste con riparazioni in attesa e parti varie, ricambi e forniture.

Le giustificazioni
- Non è disordine, io mi ci ritrovo benissimo.
- se non c'è questa disposizione mi perdo.
- un banco troppo pulito è un banco dove non ci lavora nessuno.
- è disordine ordinato.
- è disordine creativo.
- l’importante è che il lavoro venga fatto bene.
Probabilmente avere un banco ordinato non è sinonimo di avere un orologiaio completo, ma l'averlo in disordine è per me sinonimo di un'altrettanta carenza nella formazione del tecnico.

Però capita che si venga assaliti dai dubbi, che si pensi in certi casi di essere in errore, di esagerare, che in fondo forse hanno ragione quelli che concepiscono il banco di lavoro come un campo di battaglia, che magari davvero si ritrovano in mezzo al caos.
Ma la recente visita al laboratorio di restauro della Longines mi ha rincuorato.



Questa è una foto di un loro banco di lavoro: come si può vedere c’era solo quello che serviva per eseguire il lavoro del momento, il resto era tutto riposto, chiuso e al riparo.
E non era solo quel banco ad essere così, tutti i banchi avevano la stessa pulizia e la stessa metodologia di utilizzo.
Anche l’aver scambiato quattro chiacchiere con i tecnici lì dentro mi ha tolto i dubbi e i ha fornito conferme di quanto ho sempre pensato.
Poi, ovviamente, ognuno sul suo banco piazza quello che vuole, l’importante è rendersi conto di come e dove si lavora.
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"Quelli che s'innamorano di pratica senza scienza sono come li nocchieri ch'entran in naviglio sanza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica debb'esser edificata sopra la bona teorica"(II 80) - Leonardo da Vinci - Libro di pittura
L'Orologiaio deve rendersi degno della stima del pubblico che non può vedere ma deve credere nel suo lavoro. (TV 1925)

mauricedv

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Re:Ordine e banco
« Risposta #1 il: 18 Maggio, 2015, 03:44:22 pm »

Non posso che concordare.
Bello il doppio banco della Longines, una postazione con poggiagomiti per le operazioni sul calibro ed una con attacco per la morsa per lavori pìù "sporchi"  :)
Immagino che costerà sui 5.000-7.000 euro  ;D
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Renato Z

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  • Post: 285
    • Antica Orologeria Zamberlan
Re:Ordine e banco
« Risposta #2 il: 19 Maggio, 2015, 09:29:52 am »

Non posso che concordare.
Bello il doppio banco della Longines, una postazione con poggiagomiti per le operazioni sul calibro ed una con attacco per la morsa per lavori pìù "sporchi"  :)
Immagino che costerà sui 5.000-7.000 euro  ;D

In effetti hanno costi esageratamente alti, ma sono di facile costruzione e con un po' di buona volontà si può avere un risultato simile spendendo molto meno (spero che non ci siano ditte costruttrici di quei banchi che stanno leggendo :D )
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"Quelli che s'innamorano di pratica senza scienza sono come li nocchieri ch'entran in naviglio sanza timone o bussola, che mai hanno certezza dove si vadano. Sempre la pratica debb'esser edificata sopra la bona teorica"(II 80) - Leonardo da Vinci - Libro di pittura
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